domenica 23 marzo 2014

RIASSUNTO Ia uscita le erbe del prete e PROGRAMMA IIa uscita

RIASSUNTO PRIMA USCITA: le erbe del prete - sabato 22 marzo.

Uscita molto piacevole, per le alte competenze di Angelo Murari, per l'interessante interazione con il contadino Agostino allo storico rustico di Ca' dell'Ara ed il secondo scambio con l'orto collettivo di Saline.

In breve, pubblicheremo i link alle clips realizzate nell'uscita.




SECONDA USCITA Sabato 29 marzo: il prato nel piatto - sabato 29 marzo.

Uscita godereccia dedicata a passeggiare assieme, conoscere e riconoscere e all'organizzazione di una cena assieme. 




Silvia Ferrari al secondo incontro parlerà delle piante spontanee commestibili, dal punto di vista alimentare e culinario.

Ad ogni incontro saranno elencate le piante che si presume di incontrare. 




Uscita


Avvio del percorso: ore 14,00 uscita nell'alta valle di Marano

Descrizione del percorso: nella escursione attraverseremo vari ambienti differenziati tra per condizioni climatiche, umidità, esposizione ed altitudine', in modo da poter rintracciare varie tipologie di piante mangerecce e vari stadi di maturazione all'interno dello stasso genere.

Obiettivi: Riconoscere le piante mangerecce di marzo, riconoscimento dei vari ambienti, prime indicazioni su modalitò di cotture e ricette, preparazione alla cena collettiva di domenica 13 aprile in fase organizzativa.
Difficoltà:  le difficoltà del percorso sono medio/basse, adatte a chiunque abbia voglia di passeggiare. Inoltre il ritmo è sempre molto moderato per permettere pause e momenti di ricerca delle prime erbe che stanno spuntando grazie all'arrivo della primavera ed alle piogge dei giorni scorsi.
Attrezzature



Materiali: scarponcini, o scarpe da ginnastica con suola, zainetto e sacche da raccolta, possibilmente in materiale naturale per far traspirare al meglio le nostre raccolte, penna, matita, gomma, quaderno (o schede con carta assorbente o altro materiale assorbente), possibilmente adatto a fungere anche da erbaio, macchina fotografica per chi ce l'ha, mantella, o spolverino per eventuale pioggia,  cambio calzini.




Materiali per l'erbarioChi vorrà costruire l'erbario, dovrà dotarsi di una serire di attrezzi:
paletta, zappetta, cesoia, coltello (tipo opinel), sacchettini, (o schede rigide se dispone di zaino con busto o comunque antischiacciamento), piccole buste per piante più delicate e sopratutto per fiori delicati..

Chi porterà le schede rigide dovrà riportare preventivamente su di esse le categorie, in modo da rendere agevole l'annotazione al momento della raccolta. I dati più importanti sono relativi alla stazione:

- località: eventuale indicazione dei riferimenti topografici più significativi, come 
  l'altitudine, (porteremo l'altimetro) esposizione, substrato geologico, tipo di vegetazione
  circostante, caratteri ambientali generali, livello di antropizzazione 
 
- caratteristiche della pianta "in vivo": il portamento, i colori dei fiori e delle foglie, l'altezza, dimensioni del fusto. 






Erbe mangerecce della tradizione che si prevede di trovare.




IL PAPAVERO  (papaver rhoesas) detto comunemente “rosolaccio” e da noi in Valpolicella “ le poavare”

Speriamo che le rosette di foglie siano ancora immature e non abbiano ancora emesso i fusticini fiorali.



LA PARIETARIA (parietaria officinalis) detto anche erba vetriola e da noi in Valpolicella “la veriola”



LA PIMPINELLLA (sanguisorba minor)

In Valpolicella non se ne faceva uso alimentare, ma il suo fra il cetriolo e la noce  è molto caratteristico. La pimpinella fra l’altro è molto comune e inconfondibile e quindi se ne potranno raccogliere le foglie per insaporire insalate o  formaggi a pasta molle



L’AMARANTO (amaranthus retroflexus) in Valpolicella detto comunemente “bion”

Si trova nei suoli coltivati, quindi potremo raccoglierlo se  faremo un percorso che costeggia i campi.



LA BARDANA  (arctium lappa) tipica dei terreni calcarei come i nostri.



LA BORSA DEL PASTORE  (capsella bursa-pastoris)



IL CARDO MARIANO ( silybum marianum) Speriamo che non sia troppo tardi e che la pianta si ancora tenera



IL CHENOPODIO  (chenopodium album) detta comunemente da noi “el farinel”



LA CICORA SELVATICA (cichorium intybus): una delle tante cicori molto comuni e spesso confuse le una dalle altre, comunque tutte mangerecce.



LA MALVA  (malva sylvestris): dovrebbe essere il momento giusto, prima della fioritura



L’ORTICA  (urtica dioica) anche  per questa pianta non dovrebbe essere troppo tardi



LE RUCOLE SELVATICHE



IL TARASSACO (taraxacum officinalis) forse la pianta più conosciuta e raccolta; da noi detta “radecio” “radecela” “pissacan”



GLI  STRIGOLI (silene vulgaris) la pianta è conosciutissima con vari nomi “sgrisoloni” in Valpolicella , “carletti” “carlini”



Ambiente: Alta collina di Marano.
Ritrovo: piazza a Marano di Valpolicella alle ore 13,45

Quota giornaliera: 15 euro.